Le manifestazioni dei sindaci dei territori rimasti senza sportelli bancari sono continue e percorrono tutta l’Italia, una delle ultime è stata a Frontone, in provincia di Pesaro Urbino. La desertificazione bancaria, soprattutto nei territori montani, avanza.  Secondo i dati Istat nel 2024 il saldo tra aperture e chiusure è negativo con 508 sportelli in meno rispetto al 2023. Altri 101 comuni hanno dovuto dire addio alle filiali che hanno abbandonato gli sportelli. I dati evidenziano un quadro preoccupante: ben 3.381 comuni, pari al 42,8% del totale italiano, sono oggi completamente privi di sportelli bancari. Questo fenomeno coinvolge circa 11 milioni di persone, molte delle quali residenti in zone già caratterizzate da difficoltà di accesso ai servizi essenziali. La mancanza di banche fisiche non solo penalizza i cittadini, in particolare gli anziani, ma crea ostacoli anche per le imprese locali, che si trovano prive di un riferimento per operazioni fondamentali come pagamenti, prelievi e consulenze finanziarie.

L’allarme degli amministratori locali

Il fenomeno sta suscitando una crescente preoccupazione tra gli amministratori locali. Alcune regioni stanno cercando di arginare il problema con iniziative mirate: in Toscana, a novembre 2023, il Consiglio regionale ha istituito l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria, con l’obiettivo di monitorare il fenomeno, raccogliere e analizzare dati aggiornati sulle chiusure e promuovere soluzioni per garantire la continuità dei servizi bancari nelle aree più svantaggiate. In Piemonte l’assessore allo sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo ha ricevuto i referenti della banca Intesa Sanpaolo, raccogliendo le preoccupazioni degli amministratori locali per la chiusura di diversi sportelli sul territorio e avviando così un tavolo di lavoro sul tema.

«Ho preso un impegno con i sindaci dei comuni coinvolti per affrontare concretamente il problema della desertificazione dei servizi nelle aree più marginali – ha dichiarato l’assessore Gallo –. Vogliamo trovare soluzioni praticabili per garantire l’accesso ai servizi essenziali ai cittadini, sia nelle zone montane sia in pianura. Ringrazio Intesa Sanpaolo per la disponibilità e per il confronto costruttivo, utile a comprendere le prospettive future e le possibili alternative per i territori interessati», spiega Gallo. Durante l’incontro è stata valutata l’efficacia delle soluzioni alternative già messe in campo da Intesa Sanpaolo, come Mooney, un servizio di banca “diffusa” che consente di effettuare operazioni presso esercizi commerciali convenzionati.

Su questo punto, l’Assessore Gallo ha chiesto una mappatura dettagliata dei punti attivi in Piemonte e una verifica della possibilità di estendere il servizio a nuove aree. Il servizio è già attivo e sul sito internet mooney.it è consultabile un elenco di esercizi commerciali già operativi.

L’Assessore ha infine confermato il proprio impegno a portare avanti il confronto con Intesa Sanpaolo e con gli altri attori coinvolti per garantire ai cittadini del Piemonte risposte concrete e soluzioni efficaci.

L’ordine del giorno di Uncem

 L’Uncem, che ha più volte interpellato gli istituti bancari e il governo, ha trasmesso a tutti i Comuni e a tutti gli Enti montani – Comunità montane e Unioni montane italiane – un ordine del giorno da varare in Consiglio o in Giunta. Una presa di posizione politica che impegna Governo, Parlamento, Regioni a intervenire.«L’azione politica con un atto è decisivo – evidenzia il presidente nazionale Uncem Marco Bussone – Apprezzo molto che Parlamentari ed esponenti politici di diversi partiti e schieramenti stiano intervenendo. È importante. Salvaguardiamo i servizi, da quelli bancari alle scuole. Tutti devono agire. Un ordine del giorno è un atto politico-istituzionale che i Comuni approvano per opporsi a prese in giro e smobilitazioni».

L’assenza di sportelli bancari, infatti, non è solo un problema di accesso ai servizi, ma un elemento che contribuisce allo spopolamento e al declino economico delle aree più fragili del Paese.