Nel sud Italia e nelle aree parco nel 2007, sono stati definiti modelli che combinano risorse pubbliche e investimenti privati in modo da non sfruttare ma valorizzare il territorio.
Il concetto centrale è che tra lo Stato e il mercato, c’è la comunità. La sfida è evitare che il mercato domini le risorse del territorio, come nel caso di energia idroelettrica, eolica, risorse forestali e minerarie, e trovare soluzioni che favoriscano i benefici per le comunità locali.
In questo contesto, la montagna è vista come una risorsa per lo sviluppo, ma la questione centrale è capire a chi giovano queste risorse. La proposta è passare dalle Strategie di Green Community, che erano inizialmente legate a spese pubbliche, a una visione più dinamica, dove le comunità locali siano protagoniste nella gestione delle risorse. La valorizzazione dei servizi ecosistemici-ambientali deve quindi essere un’urgenza che promuove soluzioni innovative, mettendo al centro l’impegno civico e la cooperazione tra pubblico e privato.
L’obiettivo è favorire gli investimenti, ma anche creare legami e scambi tra le comunità e le imprese, e definire “patti” che preservino e utilizzino le risorse in modo sostenibile. In questo modo, le Green Community diventano un luogo dove si affrontano le crisi territoriali e si attivano soluzioni concrete per le zone rurali e montane.