Così rinasce un pezzo di montagna con servizi per il territorio e una rinnovata capacità di attrarre turismo.

Il progetto della rigenerazione urbana delle casermette del Moncenisio, avamposto militare in epoca fascista, poi punto di guardia di frontiera, è  stato promosso dal Comune ed è iniziato nei primi anni 2000 con la ristrutturazione del primo edificio. Il progetto, portato avanti dagli architetti Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini (Politecnico di Torino), Edoardo Schiari, Maicol Guiguet (Coutan Architects), era ambizioso. I primi due interventi hanno riguardato il recupero della caserma minore, l’ ex stalla, con due edifici in legno all’interno delle vecchie murature divisi da una piccola corte interna. «Per la struttura portante e i rivestimenti è stato utilizzato esclusivamente legno locale da filiera corta proveniente da vicini lotti della Val di Susa, in particolare larice spazzolato utilizzato per la sua durezza e durabilità. L’uso esclusivo di legno locale è stato un modo per sostenere l’economia locale», spiegano i progettisti. Due stufe a biomassa e pannelli fotovoltaici, insieme a involucri con prestazioni elevate, garantiscono l’efficienza energetica dell’edificio. 

I riconoscimenti

Il progetto aveva vinto nel 2024 il premio internazionale Architettura Minima nelle Alpi e la Bandiera Verde di Legambiente. Il 31 gennaio è arrivato il riconoscimento del Wood Architecture Prize con la menzione speciale della giuria. «Per il recupero, in economia di risorse e in spazi limitati, di un rudere militare privo di pregio storico-edilizio, attraverso l’inserimento di volumi scatolari, differenziati per funzioni a uso comunitario, in chiave rigenerativa di un piccolo e isolato comune montano». Spiegano Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte: «Le casermette di Moncenisio continuano a ottenere successi. Merito del sindaco Carena che intensamente crede in questo intervento di rigenerazione territoriale e sociale tra i più avanzati d’Europa. Come testimoniato dai molti premi che le Casermette stanno ottenendo, grazie a un attento lavoro di progettazione e ripensamento mosso dal professor De Rossi e dal suo gruppo. Ha fatto bene la Regione Piemonte a investire risorse in questo percorso sulle Casermette. Diventano un progetto esemplare per Alpi e Appennini».

Gli sviluppi del progetto

«È un progetto importantissimo che parte da un sito storico. Come comune lo abbiamo finanziato, abbiamo messo in piedi bandi e accordi di programma con la regione per trasformare le Casermette in un luogo di incontro per la comunità e per attività sociali e culturali, con spazi per artisti, ambulatori medici, ambulatori fisioterapici. La seconda parte del progetto prevede invece la realizzazione di un centro benessere», spiega il sindaco di Moncenisio Mauro Carena. Il bando per la costruzione di questa seconda parte  vale 1,8  milioni di euro e scadrà a fine febbraio. «Sarà uno spazio di benessere  e relax in un contesto alpino bellissimo – prosegue Carena – Sarà un piccolo centro ma di grandissima  qualità». L’obiettivo è promuovere un turismo diffuso in un territorio che ha già alberghi e bed and breakfast ma che mira a un turismo di qualità, consapevole, in qualche modo lento. «Non vogliamo stravolgere la filosofia del villaggio alpino dove i locali lavorano e lo faranno ancora ancora meglio grazie a questo progetto». Il cantiere inizierà in primavera.