Per Auer la scalata è più di una sfida: è una vocazione, una ricerca incessante di libertà e di esplorazione. Dalle Alpi alla Patagonia, dal Karakorum alle remote pareti della Norvegia, continua a spingersi oltre i propri limiti, aprendo nuove vie e ridefinendo l’idea stessa di arrampicata. Fino al tragico 16 aprile 2019, quando, insieme a David Lama e Jess Roskelley, viene travolto da una valanga sull’Howse Peak, in Canada, a soli 35 anni.

Parete Sud è il suo testamento spirituale. Scritto nei mesi precedenti alla sua scomparsa, questo libro è una riflessione sincera e profonda sulla sua vita e sul prezzo della passione. Auer racconta senza filtri il cammino che lo ha portato a diventare un alpinista di fama mondiale: la lotta contro l’anoressia, le cadute e le risalite, il peso delle aspettative e il sacrificio estremo in nome di un amore assoluto per la montagna. Un’opera intensa, che ci restituisce la voce di un uomo che ha scelto di vivere fino in fondo la propria libertà.

Hansjörg Auer è nato a Zams, in Austria, nel 1984 ed è morto nelle Montagne rocciose canadesi il 16 aprile del 2019. Ha iniziato ad arrampicare con la famiglia e con il Club alpino austriaco. Da subito, oltre alla falesia, si impegna nelle linee alpine più impegnative, all’ice climbing e alle vie di misto nelle Alpi occidentali. Professore di matematica e fisica alle scuole medie, si è poi dedicato all’alpinismo come professionista compiendo imprese di valore eccezionale, come la prima assoluta allo Kunyang Chhish East in Karakorum, la vetta del Nilgiri South, nel massiccio dell’Annapurna attraverso l’inviolata parete sud e, in solitaria, la parete ovest del Lupghar Sar West nel Karakorum pakistano, che gli è valsa il Piolet d’Or nel 2019.